La più importante azienda speciale del nostro comune attende da anni un vero piano di rilancio al fine di superare quelle criticità mai risolte e consentirle alla stessa di rilanciare la prioritaria attività a beneficio di tutta la collettività.

Inutile la messa in liquidazione della struttura che non ha portato alcun beneficio in termini di risanamento, anzi al contrario ha determinato una duplicazione dei costi amministrativi legati agli emolumenti dovuti ai commissari liquidatori. Anche dal punto di vista aziendale l’inopportunità della scelta è legata alla circostanza che la fase liquidatoria doveva portare nel più breve tempo possibile alla chiusura della struttura cosa che nei fatti non è avvenuta.

L’incertezza regna sovrana lasciando, soprattutto, la forza lavoro sprovvista di punti di riferimento circa il loro futuro lavorativo e non potendosi pianificare interventi di sviluppo aziendale necessari in una città che continua, non solo a crescere, ma anche ad invecchiare da un punto di vista demografico richiedendo maggiori servizi di natura socio assistenziale.

Movap chiede a gran voce la predisposizione di un piano industriale per superare le criticità e rilanciare la municipalizzata, piano quinquennale con aggiornamento annuale, che deve basarsi sull’adesione alla nuova fase della definizione delle liti fiscali e previdenziali (c.d. rottamazione ter) da perfezionarsi entro il 30 aprile 2019. Tale passaggio consentirebbe alle casse comunali di risparmiare ben 4 milioni di euro per l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi consentendo al comune di pagare il debito con l’ex inpdap di oltre 6 milioni di euro in 5 anni. Ormai, definite le modalità operative e chiarito la possibilità di adesione anche da parte di chi, come l’Asam, aveva partecipato alla prima edizione della rottamazione non dandone seguito, non bisogna attendere oltre.

Ulteriore questione quella dei costi del personale e della relativa disciplina contrattuale. Senza avventurarsi in cambi di contratto collettivo da applicare, prassi discutibile ed economicamente inutile, rilanciare la contrattazione decentrare ed avviare una nuova stagione di welfare aziendale. Per questo riteniamo importante, a mente delle raccomandazioni perentorie del MEF, convocare un tavolo negoziale tra le rappresentanze sindacali dei lavoratori e dell’amministrazione comunale al fine della stipula di un contratto decentrato che inerisca le
materie qui di seguito elencate:

  • riordino della struttura organizzativa aziendale in relazione alla redazione in novellato piano industriale a mente dell’impianto normativo del Decreto Legislativo 175/2016 (TUSP – Testo Unico in materia di Società Partecipate) del Codice degli Appalti (Decreto Legislativo 50/2016 e ss. mm. ii.);
  • costruzione del piano di remunerazione variabile dei livelli apicali dell’azienda con un sistema di management by objectives (M.B.O.) e la costituzione di una commissione paritetica di lavoratori e amministratori di pianificazione, valutazione e rendicontazione del raggiungimento degli obiettivi;
  • costruzione del piano di remunerazione variabile e di cd. Welfare aziendale per gli impiegati e gli operai attraverso l’accesso alle agevolazioni contributive e fiscali sui premi di produttività collettivi previsti nella Legge di Stabilità 2016 (Legge 208/2015), di Bilancio 2017 (Legge 232/2016) e 2018 (Legge 205/2017) in maniera tale da contemperare lo stimolo alla maggiore produttività, il miglior favore per i lavoratori e il controllo dei costi del personale.

Infine, revocare la fase di liquidazione e ritornare alla gestione ordinaria per rilanciare l’azienda e ricostruire intorno ad essa un indispensabile clima di fiducia ormai svanita da troppo tempo. Per MovAp è fondamentale ripartire dalla costruzione di un vero Piano Industriale.

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