Il risanamento igienico sanitario della vasta periferia apriliana si potrebbe qualificare con il termini di eterna opera incompiuta che su alcuni fronti si colora di tratti tragicomici. Le tanto attese opere di urbanizzazione primarie avviate da oltre 30 anni in località La Cogna attendono ancora oggi la conclusione per via di intoppi legati alla consegna del Depuratore di Via Crati alla Società Acqualatina e per il mancato completamento di alcuni tratti di rete fognaria.

Grave la situazione anche in località Fossignano dove i lavori avviati da tempo procedono a rilento e con enormi difficoltà che potrebbero ancor di più crescere se il Depuratore di Via Crati a cui dovrebbero collegarsi le fogni realizzate in quella periferia apriliana non risultasse idoneo al funzionamento. Poi l’incompiuta rappresentata dalla Località Campo di Carne dove si è deciso di realizzare il collettore primario ma ora non si sà dove attaccarlo per la mancanza di un depuratore disponibile.

Colorite poi le vicende relative al quartiere Campoverde dove si è passato dai depuratori mobili a soluzioni avvolte dal più fitto mistero per giungere agli interventi previsti nel quartiere Casalazzare dove gli interventi annunciati ben 3 volte dal lontano 2013 non vedono inizio e dove soprattutto non si capisce quale sia la soluzione individuata per la realizzazione del Depuratore dove allacciare le fogne da realizzare.

Quadro desolante dove ciò che prevale è l’annuncio, nel caso emblematico di Casalazzara l’inaugurazione dell’opera a mezzo stampa è avvenuta ben tre volte, e la sindrome apriliana delle opere incompiute che andranno a deperirsi per il mancato completamento dell’opera con conseguente dispendio di risorse pubbliche.

Avviare una seria programmazione degli interventi in un quadro di programmazione pluriennale dove vengano individuate tempistiche, risorse e soprattutto le fonti di finanziamento che come purtroppo sempre di più emerge dalla realtà sembrano sempre di più scarseggiare. Da qui bisogna ripartire pronti a dare il nostro contributo al dibattito locale.

La confusione regna sul piano del risanamento igienico sanitario dove accanto alla mancata realizzazione delle opere, manca l’adeguamento della normativa locale anche alla luce della definitiva approvazione del Piano Regionale di Tutela delle Acquee che detta nuove regole in tema di scarichi e di realizzazione delle opere indispensabili per la riqualificazione delle nostre periferie.

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