La vicenda dell’impianto di termovalorizzazione di Colleferro di cui viene proposto lo spostamento sul nostro territorio non può essere derubricata a mera provocazione, perché rappresenta la politica locale deve essere pienamente cosciente di quanto sta accadendo in un tema delicato quale quello della gestione dei rifiuti che ha forti ricadute sulla salute di tutti noi.
Con la chiusura dell’impianto di Colleferro si chiude nella nostra regione la stagione dei termovalorizzatori per avviarci verso l’utilizzo delle nuove tecnologie ed impianti che consento di realizzare quel processo di recupero eseguito su un rifiuto, al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto.

Oggi, la chiusura dell’impianto di Colleferro rappresenta un passaggio chiave verso quel sistema dove nessun rifiuto verrà più bruciato o interratto in discariche di servizio, ma anche che gli attuali impianti di Tmb a breve non saranno più adeguati rispetto alle innovazioni che si introdurranno nel ciclo della gestione dei rifiuti.
Quanto accaduto nelle scorse ore, ed è giusto ripeterlo, non può essere derubricato a mera provocazione perché Aprilia è la città dove sono state proposte la realizzazione di due discariche di servizio, dove è localizzato uno dei più grandi impianti di TMB della Regione Lazio o meglio impianti ed infrastrutture non più in linea con le innovazioni che si vogliono introdurre nel ciclo di gestione dei rifiuti.
La politica locale ha l’obbligo di tenere alta l’attenzione e di capire come la nostra comunità possa giocare un ruolo decisivo nell’innovazioni in atto ponendo fine ai danni ambientali subiti in questi anni.

Importante nelle prossime ore definire nelle sedi opportune i passaggi da compiere e le azioni da porre in essere alla luce di quanto accaduto e degli importantissimi cambiamenti normativi interventi in questi mesi. La rivoluzione introdotta dalle nuove normative comunitarie del 2018 che introducono i principi basilari dell’economia circolare e della società a zero rifiuti, dice no alla realizzazione di nuove discariche imponendo con la direttiva 2018/850 la riduzione del collocamento in discarica dei rifiuti che dovranno essere avviati al recupero e riciclo. La parola d’ordine è addio all’uso delle discariche per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti ponendo come obiettivo di collocare in questi siti non più del 10 per cento dei rifiuti trattati, sviluppo di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti attraverso i quali si avvii quel processo che, concretamente, permette ad un rifiuto di tornare a svolgere un ruolo utile come prodotto.

La nuova pianificazione ha già dato delle importanti indicazioni ovvero gli impianti di TMB sono già dal 2016 sufficienti per le esigenze di trattamento del rifiuto urbano indifferenziato della Regione, e pertanto non è necessario pianificare nuovi impianti oltre quelli esistenti.
Abbiamo l’obbligo di chiedere la riconversione parziale e progressiva negli impianti TMB esistenti in modo che la parte utilizzata per il trattamento biologico del residuo organico della separazione del rifiuto indifferenziato possa essere utilizzato per il trattamento della frazione organica da raccolta differenziata e tale modifica potrà essere introdotta in sede di rinnovo, riesame o modifica degli impianti.

Infine, nel respingere al mittente la proposta di spostare ad Aprilia l’impianto di termovalorizzazione di Colleferro iniziamo ad individuare a livello locale gli strumenti necessari per realizzare quel rigenerazione dei rifiuti quale presupposto indispensabile per realizzare una società a rifiuti zero.