Di fronte a quanto appreso sui principali mezzi di comunicazione circa l’intenzione di de-localizzare sul nostro territorio l’impianto di termovalorizzazione di Colleferro, oltreché riprendere vecchi progetti di discarica, la parola d’ordine dei prossimi giorni deve essere sempre di più #mobilitiamoci.

Mobilitiamoci per difendere il nostro territorio da ulteriori danni ambientali causati da impianti con un forte impatto sulla salute di tutti i nostri cittadini. Regione, Provincia ed istituzioni locali per combattere insieme contro una ipotesi d’iniziativa imprenditoriale sbagliata nel merito ed ingiusta nei confronti di un territorio che ha già pagato un conto salato sul fronte della tutela ambientale. Una battaglia che deve vederci tutti uniti in difesa del territorio.

Tutelare il nostro territorio anche alla luce degli importantissimi cambiamenti normativi interventi in questi mesi. In primo luogo, l’importante rivoluzione introdotta dalle nuove normative comunitarie del 2018 che introducono i principi basilari dell’economia circolare e della società a zero rifiuti. Infatti, da oggi la normativa comunitaria dice no alla realizzazione di nuove discariche imponendo con la direttiva 2018/850 la riduzione del collocamento in discarica dei rifiuti che dovranno essere avviati al recupero e riciclo. La parola d’ordine a cui anche la Regione Lazio dovrà attenersi e il disincentivo all’uso delle discariche per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti ponendo come obiettivo di collocare in questi siti non più del 10 per cento dei rifiuti trattati.

In secondo luogo la delibera di Giunta Regionale 199 del 22/04/2016 avente ad oggetto la procedura di aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio 18 gennaio 2012, n. 14 così come modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio 2013, n. 8. In questa sede, la Regione Lazio traccia la strada per il futuro nell’ambito della gestione del
ciclo dei rifiuti ovvero:
a) gli impianti di TMB sono già dal 2016 sufficienti per le esigenze di trattamento del rifiuto urbano indifferenziato della Regione. Pertanto non è necessario pianificare nuovi impianti oltre quelli esistenti. Anzi, si può ipotizzare una possibile riconversione parziale e progressiva negli impianti TMB esistenti in modo che la parte utilizzata per il trattamento biologico del residuo organico della separazione del rifiuto indifferenziato possa essere utilizzato per il trattamento della frazione organica da raccolta differenziata. Tale modifica potrà essere introdotta in sede di rinnovo, riesame o modifica degli impianti.
b) Gli impianti di termovalorizzazione, raggiungono il pareggio nell’anno 2020 e pertanto la necessità della realizzazione di ogni ulteriore impianto, viene annullata proprio per l’aumento della raccolta differenziata. Per questo non si prevede in alcun modo la necessità di ulteriore impianto oltre quelli già in esercizio.

Il progetto proposto dalla società Ri.Da può essere ben rispedito al mittente perché oggi tutto il quadro normativo e regolamentare impone zero rifiuti, chiusura delle discariche, recupero del materiale, abbandono degli impianti TMB e soprattutto nessun nuovo impianto di termovalorizzazione così come erroneamente proposto per Aprilia.